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Casa del Manzoni

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09. Il salone di conversazione

Dalle Memorie di Cristoforo Fabris (1875) sappiamo che "Manzoni era pur solito di raccogliere a crocchio, tutte le sere, dalle ore otto alle undici, i pochissimi suoi amici: e questa domestica conversazione aveva luogo nella stanza di ricevimento del primo piano, dove egli passava con la sua famiglia tutta la sera. Era questa, ed è tuttora, uno stanzone, a cui si accede per un’anticamera e per un’altra stanza, che era quella del pranzo: nella parete dirimpetto a chi entra, un poggiolo e due ampie finestre danno sul piccolo giardino, come quelle dello studio... ".
Attualmente, sulla parete destra per chi entra, sono appesi i ritratti di alcuni amici e frequentatori di casa Manzoni: Luigi Rossari tra la madre e la sorella , Giovanni Torti, Niccolò Tommaseo, monsignor Luigi Tosi , l’abate Ceroli e l’abate Bottelli. Vi è pure un ritratto di Goethe che reca una dedica a Manzoni.
La decorazione del soffitto e delle pareti è stata realizzata presumibilmente dal figlio Pietro quando venne rifatta la facciata prospiciente piazza Belgioioso. Il lampadario, originariamente a gas, è lecito pensare sia di Casa Manzoni.